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ELETTROSMOG UNA NUOVA FORMA DI INQUINAMENTO In molti pensano, sbagliando, che la nostra salute può essere messa in pericolo solo dallinquinamento ambientale (benzene, spazzatura, discariche, esalazioni di fumo ecc.) e da quello acustico (clacson delle autovetture aerei etc.). A queste forme dinquinamento, per così dire tradizionali, deve però aggiungersi unaltra forma più subdola e per questo più pericolosa: quella da campi elettromagnetici. I nostri cellulari, le parabole televisive e non, le linee elettriche di alta tensione, creano intorno a noi dei veri e propri CAMPI ELETTROMAGNETICI la cui potenza varia secondo le condizioni di esercizio dei vari sistemi di trasmissione delle onde stesse. Questa subdola forma di inquinamento rappresenta un serio pericolo per la nostra salute di cittadini: secondo recenti cronache giornalistiche, ma anche sulla base di rilevamenti tecnico-scientifici, si è potuto appurare che in molti casi lesposizione continuata e duratura ai campi elettromagnetici provoca (o facilita non ne vedo la differenza) linsorgenza di patologie tumorali. Nonostante le molteplici testimonianze, che ogni giorno leggiamo su tutti i giornali, e lallarme lanciato da molti anni dagli Stati uniti dAmerica, ancora oggi la scienza ufficiale non riconosce una diretta connessione tra molte tipologie tumorali e le onde elettromagnetiche. Eppure, leccessiva esposizione ai campi elettromagnetici rappresenta, per ognuno di noi, la sfida ambientale del futuro, si tratta di combattere un rischio la cui percezione da parte della gente non è immediata, ma proprio per questo motivo è più subdolo e pericoloso. Ognuno di noi è in grado di avvertire un inquinamento da benzene, per lodore acre dello stesso, o da rumore (chi non alza la testa verso il cielo quando sente passare un aereo?), linquinamento elettromagnetico, invece, di solito, non è fisicamente avvertibile, eppure ci circonda in molte delle nostre attività quotidiane. Per questo motivo molte associazioni di difesa dei cittadini, fra cui il CODACONS, hanno ingaggiato da alcuni anni una dura battaglia per la salvaguardia della salute di tutti noi. In terra di Lecce gli esempi si sprecano, la dura battaglia condotta dal CODACONS di Soleto contro lelettrodotto Italia-Grecia che ha prodotto alcune importanti vittorie, ma che è ancora lontana dal concludersi; le antenne radio installate presso Parabita, le molte antenne radio e televisive situate in vicinanza dei centri abitati se non proprio al loro interno. Molti cittadini consento, allettati da risibili canoni di locazione (soprattutto se confrontati con il rischio che sottopongono alla propria salute) che vere e proprie stazioni radio siano situate sopra le proprie abitazioni, poco consci che tale situazione potrebbe fare molto male alla loro salute ed a quelle dei propri figli e parenti (nel dubbio sarebbe meglio astenersi da tali scelte e in ogni caso sarebbe meglio limitare al minimo le esposizioni prolungate). La battaglia che le associazioni di difesa del cittadino e quelle ambientaliste stanno portando avanti, si sviluppa non solo nelle aule giudiziarie, con alterne vicende, ma anche a livello politico dove finalmente si sta piano piano imponendo allattenzione di tutti. Recentissimo, in questa materia, è il Decreto del Ministero dellAmbiente (10.09.1998 n. 381) che, finalmente, detta le norme per la determinazione dei tetti che le onde elettromagnetiche non devono superare per non ledere la salute umana. Si tratta solo di un primo, seppur importante passo verso una piena tutela della salute del cittadino. Un primo, ma non sufficiente passo: i limiti di tollerabilità che il decreto fissa devono, infatti, essere ulteriormente abbassati. Pur tuttavia la tempestiva attuazione di questo decreto, dovrebbe portare ad un allontanamento degli impianti dirradiazione delle onde elettromagnetiche dai centri abitati. La questione, comunque, è ben più complessa: lelettromagnetismo attiene anche ai cavi delle linee elettriche di alta tensione, le centrali e gli impianti elettrici oltre agli impianti presenti nei luoghi di lavoro ed agli elettrodomestici di casa, e su questi fronti il cammino è ancora lungo. Bisogna quindi continuare nella strada intrapresa, e non abbassare mai la guardia. Bisogna costringere le grandi società che operano nel settore, in molti casi interessate solo a semplici ragionamenti di costi e ricavi, a prestare maggiore attenzione alla vita umana ed alla salute dei cittadini. Bisogna sollecitare le pubbliche amministrazioni a non consentire più la sistemazione di tralicci, stazioni radio e/o televisive allinterno delle città. Bisogna sollecitare lallontanamento delle strutture esistenti al di fuori dei centri abitati, così come bisogna che ognuno di noi faccia la propria parte, per difendere innanzitutto la propria salute. Questultimo appello è forse il più importante: ognuno di noi deve cercare, per quanto possibile, di limitare la propria esposizione ai campi magnetici. Occorre prendere solo alcune piccole precauzioni: per esempio usare solo in caso di necessità il proprio telefonino e comunque, in ogni caso, alzandone lantenna, riposare periodicamente durante il proprio lavoro davanti al computer e, soprattutto, non accettare supinamente che nel proprio condominio si installi una struttura di diffusione di impianti elettromagnetici, allettati da non poi così alti canoni di locazione. La strada che deve essere perseguita, soprattutto dalla Pubblica Amministrazione, è quella di portare progressivamente fuori dei centri abitati le installazioni elettromagnetiche e in questa direzione si collocano le varie iniziative del CODACONS per la difesa della salute dei cittadini.
Dott. Piero Mongelli Responsabile Codacons della sede di Lecce | ATTENZIONE! questa sezione non viene più aggiornata. Per ogni comunicazione rivolgersi alla sede provinciale Codacons di Lecce.
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